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Crotone, aggressioni in ospedale: “Predisporre e rendere esecutivo un piano della sicurezza Aziendale”

Non nascondono la loro preoccupazione per l’escalation di violenza che si registra nella struttura sanitaria del San Giovanni di Dio i referenti sindacali: F. Grillo FP CGIL, G. Papaleo UIL FPL, A. Saragò ANAO ASSOMED che attraverso un comunicato stampa auspicano un cambio di passo.
“Un nuovo episodio di aggressione nei confronti del personale Sanitario nel P.O. di Crotone, a breve distanza da quello in cui furono malmenati il Dr. Bossio e due infermieri della U.O. Rianimazione, non può che suscitare un profondo senso di vicinanza e di solidarietá nei confronti di chi ha subito la violenza ma anche una grande preoccupazione per l’èscalation che tali gesta stanno avendo in questi ultimi dieci giorni.
Stavolta è toccato al medico di guardia della Chirurgia che nella notte tra il 13 e 14 di agosto è stato aggredito dai familiari di un paziente al quale avrebbe negato il ricovero dopo una consulenza richiesta dal pronto soccorso.
Scene di ordinaria follia, insomma, proseguono, F. Grillo FP CGIL, G. Papaleo UIL FPL, A. Saragò ANAO ASSOMED, inserite in un contesto nazionale che non fa presagire nulla di buono:  i casi di aggressione in Italia sono circa 3 mila all’anno: una media di circa 8 al giorno, i più esposti sono gli addetti al pronto soccorso, con 456 casi l’ultimo anno, seguiti da medici e infermieri che lavorano in corsia (400), mentre le aggressioni negli ambulatori sarebbero state 320. Ma a dover indossare l’elmetto sono soprattutto i medici di continuità assistenziale, le guardie mediche insomma, che sostituiscono i medici di famiglia la notte e nei festivi. Qui non sono volate solo le sberle, ma in venti anni si sono dovuti contare 87 casi tra omicidi, violenze carnali e sequestri, che hanno riguardato in molti casi anche gli uomini.
Le violenze negli ospedali e negli ambulatori pubblici sono, in genere, un’emergenza che richiede risposte d’emergenza, qui da noi, dove tutte le negatività sembrano più amplificate che altrove, serve agire con urgenza prima che la situazione sfugga di mano e prima che gli autori di tali gesta assurgano nell’immaginario collettivo a paladini della difesa dei cittadini contro una cattiva gestione della Sanità.
Una Sanità in cui, e ci piace ricordarlo, sopratutto qui da noi, sono i medici e gli operatori sanitari che ormai stanno tentando di far reggere il sistema, soli contro carenze organizzative e istituzionali. E spesso lo fanno a costo di gravi sacrifici personali.
In questo quadro si sta mettendo a rischio la stessa relazione di cura medico-paziente. Serve un cambio di passo che restituisca a tutti, medici, operatori sanitari e pazienti, strutture e organizzazioni in grado di rispondere alle richieste di salute.
Bisogna predisporre e rendere esecutivo un piano della sicurezza Aziendale.
A tal proposito chiediamo a S.E. Il Prefetto di farsi promotrice di un tavolo di confronto urgente che metta insieme i vertici aziendali della ASP, le parti sociali e le forze dell’ordine per concordare procedure che possano prevenire fenomeni del genere oltre che garantire la massima tempestività dell’intervento nei luoghi di cura.
Tutto ciò – concludono F. Grillo FP CGIL, G. Papaleo UIL FPL, A. Saragò ANAO ASSOMED Crotone -, prima che il malessere diffuso da parte degli utenti della sanità pubblica, che rivolgono astio, rabbia e frustrazione contro il personale Sanitario, possa continuare a trasformarsi in continue aggressioni ai danni di medici e infermieri”.