Cronaca

Crotone: aggredisce l’infermiera al triage e sfonda una porta del Pronto Soccorso

“Non si può continuare a lavorare così” è con queste parole che il Dott. Pasquale Mungari, primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone, ci racconta cosa è successo ieri sera intorno alle 22.00 proprio presso il suo pronto soccorso. “Nonostante fosse stato accolto al triage, il marito di una minorenne incinta pretendeva che alla moglie fosse data immediatamente della tachipirina per la febbre, dapprima ha inveito contro l’infermiera del triage e poi quando il dottore di turno ha detto che voleva sincerarsi delle condizioni della ragazza, ha sfondato la porta della sala visite con un pugno”. All’arrivo della polizia sembra che il giovane abbia negato tutto ma non è questo il problema. Non è il primo caso di maltrattamenti e aggressioni da parte dei pazienti, o meglio degli accompagnatori dei pazienti, ai danni del personale infermieristico e medico, e purtroppo sappiamo che non sarà l’ultimo, proprio per l’estrema facilità all’uso della violenza che accompagna alcuni soggetti del territorio.

“Al pronto soccorso facciamo davvero i salti mortali – continua il suo racconto il dott. Mungari – siamo leggermente sotto organico medico, mancano appena due medici non ancora rimpiazzati, ma il vero problema è la carenza di personale infermieristico e OSS, come del resto sappiamo essere un’emergenza nazionale, e inoltre abbiamo una struttura che non consente il pieno rispetto delle condizioni di privacy. Ogni medico visita all’incirca 5000 pazienti all’anno, quando invece dovrebbe visitarne al massimo 2000, abbiamo un afflusso di circa 60.000 pazienti all’anno in una struttura assolutamente non idonea ad accoglierli. Nonostante ciò siamo riusciti ad avere una sala visite per i codici “viola”, per visitare le donne vittime di violenza e un medico dedicato ai codici bianchi, anche se con qualche buco organizzativo che speriamo di sanare presto – ed infine – è stato aggiudicato finalmente l’appalto per la costruzione del nuovo pronto soccorso, ed allora le cose dovrebbero migliorare sensibilmente”.

La situazione vista e rivista davanti alle sale per le visite del PS è sempre la stessa, una ressa continua di gente che vuole entrare senza che nessuno riesca a trattenerli o a farli ragionare, una pletora di parenti ad accompagnare ogni paziente, un vociare continuo e grida che non fanno altro che disturbare l’operato dei medici e degli infermieri. Parlare di privacy in questi casi è impossibile, ma quanto si può parlare di malasanità e quanto di malacittadinanza?

La porta della sala visite è stata sostituita già nelle prime ore della mattina.

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