Cultura & Spettacolo

Crotone: A Capo Colonna le cose cambieranno presto, intervista al direttore del Polo Museale dott. Aversa

Tanti i segnali mandati da questa testata alla dirigenza del Polo museale della Calabria, abbiamo denunciato tante volte lo stato di abbandono del Parco Archeologico di Capo Colonna evidenziando con documentazione fotografica tutto quello a cui si può rimediare facilmente, le pecche, gli squallori, le mancanze verso un luogo sacro per il territorio e per il mondo intero, per la storia che rappresenta e che si porta dietro da 2000 anni.
Era giusto e doveroso sentire il parere del Direttore del Polo Museale di Crotone, l’archeologo Gregorio Aversa, un’intervista nella quale senza fronzoli ci ha evidenziato i problemi di carattere squisitamente burocratico con cui combatte quotidianamente e le soluzioni che a breve verranno messe in campo per ovviare a tante piccole mancanze, che nel totale però rendono invivibile, turisticamente parlando, l’area nei pressi della colonna dorica.
Abbiamo cominciato parlando di pulizia e delimitazione del parco, il direttore ci ha evidenziato come lo stesso non sia una piccola area ben delimitata, ma uno spazio molto più ampio che va oltre la semplice recinzione dell’area sacra, su cui insistono più responsabilità ed interessi, il faro, la chiesa, il comune. “…la collaborazione con il Comune, per esempio, che dovrebbe garantire la pulizia del parcheggio, avviene in forma molto alternata, non sempre continuativa…”. Ma se l’uscio di casa è chiaramente il biglietto da visita, è chiaro che l’interno dev’essere accogliente e ben tenuto, ci siamo concentrati sullo stato di “forestazione” dell’area recintata, di stretta competenza del Polo Museale della Calabria: “Attualmente non stiamo garantendo la pulizia sistematica dell’area, come direttore sono un funzionario di riferimento sul territorio per quell’area, ma non ho il potere di spesa, non posso decidere di assegnare l’incarico ad una ditta che possa ripulire l’area; la gara viene fatta nella sede centrale che è a Cosenza, io sollecito costantemente ma non abbiamo risposte, la sede centrale fa riferimento al Ministero che potrebbe a sua volta, come mi risulta, non assegnare fondi necessari e sufficienti, si sono creati degli intoppi in questa catena, cosa che non succedeva quando eravamo Sovrintendenza, riuscivamo a fare tutte queste cose in autonomia; per assurdo queste riforme stanno creando più intoppi burocratici e rallentamenti di quanto si facesse prima… …le cose però stanno cambiando, la nuova dirigente mi ha già riferito, e non ho motivi per dubitarne, che l’assegnazione alla ditta che si occuperà della pulizia avverrà a breve, anche se siamo un po’ in ritardo… …rimane un problema di fondo: nel tempo abbiamo creato molte strutture, sono nati diversi parchi archeologici in Calabria, ad oggi sono sedici, fino a venti anni fa non c’erano tutte queste strutture museali, è aumentato il patrimonio da tutelare, da preservare, da custodire, da curare, ma nel frattempo sono diminuite le risorse. Se dovessimo fare un bilancio come farebbe un contabile dovremmo, per assurdo, arrivare a chiuderle. Stiamo cercando di barcamenarci nonostante tutto, le iniziative culturali che stiamo curando in questo periodo, spero che piacciano, le stiamo facendo a costo zero, grazie all’aiuto di sponsor e di persone che si danno da fare per realizzarle. Il senso del Polo dovrebbe essere questo, organizzare attività avendo i fondi per farle, ma non ci sono, dovremmo fermarci perché non ci sono i fondi che servono, ma andiamo avanti lo stesso”.
Ma cosa è previsto per il futuro o nell’immediato futuro? I tempi ministeriali, la burocrazia che governa i movimenti di fondi e progetti, sono un po’ paragonabili alle ere geologiche, si progetta oggi per avere i fondi tra qualche anno e vedere le opere realizzate dopo tanto tanto tempo, ma qualcosa si muove, e ascoltando il direttore ci viene da dire che per Capo Colonna una speranza c’è: “è chiaro che si critica quello che si vede, l’erbaccia, il degrado, ma quello che non si vede noi lo stiamo facendo, la progettazione; la tempistica nella progettazione però è diventata sempre più complessa burocraticamente, le normative sugli appalti pubblici sono sempre più articolate, dal momento in cui si annuncia che sono stati stanziati tot milioni di euro per il sito a quando si realizzerà l’opera passano un paio d’anni, forse facciamo male a dire che sono stanziati i fondi se poi non abbiamo un’immediatezza nella risposta? Io sto sul territorio, credo nell’importanza del mantenere e custodire questi luoghi perché io per primo li amo e cerco di fare il possibile, questo deve avvenire con la collaborazione di tutti. Sono ben felice della collaborazione con le associazioni, perchè questo è un luogo di tutti, io vado avanti con molta fiducia. Nel tempo sono state fatte tante cose per Capo Colonna e sono state apportate tante migliorie, certo l’erba purtroppo è la prima cosa che si nota, si giudica male il posto perché è la prima cosa che dà all’occhio, però stiamo facendo tante piccole cose, dalla semplice illuminazione delle teche all’interno dei musei: a Crotone sto comprando io le lampade pur di non scontentare l’utenza, a Capo Colonna invece abbiamo usufruito di un progetto europeo PON con il quale abbiamo rimesso a nuovo tutto l’impianto di illuminazione del museo, tutto concepito sul risparmio energetico.” Aggiungiamo che presto saranno spesi i fondi del FAI, che ad oggi non sono stati ancora messi in campo.
Parliamo un po’ delle attività culturali che il Polo Museale di Crotone ha messo in piedi per la stagione estiva, una serie di incontri, di dibattiti, una collaborazione attiva con il mondo delle Associazioni fotografiche crotonesi, per cercare di valorizzare un patrimonio unico. La risposta della cittadinanza è molto buona, le iniziative piacciono, si ripetono ormai da qualche anno e si può dire che siano una formula vincente: “Tra i compiti del museo credo ci sia quello educativo, creare un’identità, e solo in questo modo credo che si formi; oltre a creare attività didattiche con i bambini, stiamo un po’ sperimentando, perché il polo museale è nato con il compito e lo scopo di fare tutto questo (senza soldi aggiungiamo noi), stiamo cercando di adeguare le nostre strutture alle altre realtà nazionali ed europee, strutture che inizialmente, negli anni ’80-’90, erano nate come luoghi di conservazione del materiali, funzionali solo alle attività della Sovrintendenza. Ora guardo la realtà con occhi diversi, io per primo andavo a scavare, si trovavano i reperti e si portavano in museo per conservarli in deposito; ora da archeologo credo che sia fondamentale valorizzare il lavoro che viene fatto; gli archeologi sono visti come i pazzi che stanno tutto il giorno a spennellare, ma se riesco attraverso il museo a raccontare quello che ho fatto e perché l’ho fatto, che dietro a quel reperto c’è una storia, c’è un senso, c’è un’identità, allora riuscirò a valorizzarlo di più. I numeri ci danno ragione, di anno in anno aumentiamo il numero dei visitatori, siamo passati da 14.000 visitatori all’anno del 2016, certificati dai biglietti del museo cittadino, ai 20.000 di oggi. Il trend è positivo, invoglia a fare sempre meglio, dobbiamo eliminare i problemi, vedi l’erba, e appena saremo in grado di garantire un servizio migliore, cominciare una sana promozione delle nostre strutture.”
Insomma segnali positivi dal fronte istituzionale, senza paura di essere retorici, abbiamo riscontrato una voglia di fare che forse mancava da un po’ di tempo, la voglia di rimettere in ordine una struttura Parco che ad oggi è impresentabile. Se è facile sparare a zero sulle cose che non vanno, abbiamo l’obbligo e il piacere di raccontare quelle che funzionano, le iniziative e la volontà di fare cultura, di creare cultura. Il prossimo appuntamento con le iniziative del Polo è fissato a domenica 28 luglio alle 18.30 al museo di Capo Colonna, dove verrà inaugurata una mostra fotografica sul promontorio Lacinio, grazie alla collaborazione di tutto il mondo fotografico crotonese, professionista e amatoriale; nel corso della serata si procederà alla premiazione del concorso fotografico “Le storie del Lacinio”, promosso dal Polo Museale di Crotone che ha visto una numerosa partecipazione cittadina.

Fabrizio Carbone