Attualità

Crisi del settore delle telecomunicazioni, dodici proposte dei sindacati al governo

“Rafforzare e strutturare diritti e tutele dei lavoratori outbound” e “rafforzare e strutturare gli ammortizzatori sociali ordinari”. Sono due delle dodici proposte che le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil presentano al Governo e al Parlamento per scongiurare la crisi del settore delle telecomunicazioni, che in Calabria negli ultimi mesi ha comportato la perdita di quasi mille posti di lavoro. Le proposte sono state elaborate dai sindacati al termine di una giornata di confronto con la deputazione parlamentare calabrese che si e’ svolta a Catanzaro. Le proposte avanzate da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil sono, nel dettaglio: “Esigibilita’ della clausola sociale ed estensione a tutto il settore delle telecomunicazioni; cambiare il sistema delle gare nei call center e superare gare a minutaggio; politiche dei costi, con il rispetto tabelle ministeriali anche per gare private; il contrasto alle delocalizzazioni; cambiare il modello di incentivazione alle imprese; evitare il dumping con incentivi pubblici; assistenza e informazioni in tempi brevi con obbligo di risposta; accesso alle informazioni e assistenza garantita a tutti i clienti; regole stringenti per i subappalti; rafforzare e strutturare gli ammortizzatori sociali ordinari per il settore; rafforzare diritti e tutele lavoratori outound; flessibilita’-contratti a termine; richiamare Tim al rispetto degli impegni di solidarieta’ sociale”. “Consideriamo – hanno dichiarato i segretari regionali di Slc Cgil, Daniele Carchidi, Fistel Cisl, Francesco Canino, e Uilcom Uil, Roberto Guerriero – la giornata di confronto proficua, e non sara’ unica. Non sono interventi spot quelli di cui abbiamo bisogno ma un dialogo continuo e proficuo tra governo e parti sociali, e’ l’iniziativa messa in campo e’ sicuramente un buon inizio. Al confronto avviato vogliamo dar fiducia, e siamo pronti a fiancheggiare quei parlamentari che sposeranno le proposte avanzate per mettere in sicurezza un settore che in Calabria occupa circa 15mila addetti”.