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Covid: riabilitazione sclerosi multipla non riparte al Sud

“Una persona con sclerosi multipla su 3 si sente depressa e isolata, anche in fase 2 vede minacce all’orizzonte e non ha avuto il necessario supporto psicologico”. Mentre “la riabilitazione per i pazienti con sclerosi multipla stenta a ripartire, soprattutto al sud Italia”. Questa la denuncia che arriva da Paolo Bandiera, direttore Affari Generali dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Aism), ascoltato oggi in Commissione Affari sociali della camera durante le audizioni sulle ricadute sociali dell’emergenza Covid-19. “La pandemia ha determinato difficoltà di accesso alle prestazioni e alle cure” anche se il quadro è stato “estremamente diverso da territorio a territorio”. “In particolare nel 40% dei pazienti ha avuto problemi all’accesso al farmaco e nella riabilitazione nel 75% dei casi”, ha spiegato ricordando i dati dell’ultimo Barometro Aism. Questi ritardi “in modo ingiustificato ancora perdurano, soprattutto in alcune aree”. Importante è quindi, “monitorare il fenomeno, capire i ritardi della presa in carico e ripristinare i servizi”. Tra le associazioni ascoltate oggi in Commissione dodicesima di Montecitorio, anche la Confederazione Parkinson Italia. “Il lockdown è stato utile a proteggere le circa 230.000- 250.000 persone con Parkinson in Italia, tanto quanto è stato disastroso per la loro vita”, ha spiegato Giangi Milesi, presidente della Confederazione. “Per chi ha sintomi motori, come rigidità e lentezza del movimento – ha sottolineato Milesi – la mancanza della passeggiatina giornaliera ha avuto effetti negativi evidenti. L’isolamento ha portato a perdere fiducia e ha aggravato sintomi non motori e la depressione”, spesso collegata a questa malattia. (ANSA).