Attualità

Coronavirus, tra le ipotesi del Governo la tracciabilità dei cellulari per verificare il rispetto della quarantena e la veridicità delle autocertificazioni

Le forze di polizia hanno controllato, in applicazione delle misure di contenimento del Coronavirus, 200.514 persone e 8.297 sono state denunciate nella sola giornata del 18 marzo 2020. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 116.712, denunciati 195 esercenti e sospesa l’attività di 29 esercizi commerciali. Salgono così a 1.226.169 le persone controllate dall’11 al 18 marzo 2020, 51.892 quelle denunciate per mancato rispetto di un ordine dell’autorità e 1.126 per dichiarazioni false. Gli esercizi commerciali controllati sono stati 643.726 e 1.668 i titolari denunciati.
Per contrastare il fenomeno dell’inosservanza delle regole e la veridicità di quanto viene dichiarato dai cittadini, si pensa a consentire, per la durata dell’emergenza Coronavirus, di svolgere controlli ex post sui movimenti dei cellulari dei cittadini, per verificare il rispetto della quarantena e la veridicità delle autocertificazioni. E’ una ipotesi al vaglio del governo in queste ore. Una ipotesi decisamente complessa e difficile da realizzare ma che rientra comunque nel ventaglio delle possibilità, sia pure ancora con molti dubbi sull’efficacia. L’idea sarebbe introdurre una norma di legge (potrebbe essere un decreto) che consenta, in deroga alla normativa sulla privacy, di svolgere verifiche con l’identificazione dei singoli utenti telefonici. La disposizione avrebbe una funzione soprattutto di deterrenza e varrebbe per un tempo limitato. Al momento si starebbe valutando sia l’efficacia della misura sia le ricadute, sia pure in via temporanea, sulla privacy dei cittadini.