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Coronavirus, Pompeo Greco (Segr. Gen. Femca Cisl):”inaccettabile l’atteggiamento di CONGESI”

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Congesi fa saltare il tavolo della trattativa per l’attivazione dell’Assegno Ordinario del Fondo di Integrazione Salariale FIS con causale Emergenza Covid-19. Il giorno 17 aprile u.s., mentre l’assemblea degli iscritti discuteva sui punti da affinare per arrivare ad un accordo, sono state recapitate ai dipendenti le prime comunicazioni che prevedono una riduzione dell’orario di lavoro del 50% già da a far data del 20 aprile e senza un piano operativo condiviso e da seguire. La sensazione è che i dirigenti del Consorzio Congesi hanno ridotto l’orario di lavoro dei dipendenti, ma le attività rimangono tali in considerazione del servizio di pubblica utilità da garantire. Questo riteniamo potrebbe avere ripercussioni sul servizio che dal 20 aprile 2020 in poi, Congesi dovrà comunque garantire, anche considerando l’approssimarsi dell’imminente stagione estiva, quando solitamente, le attività si intensificano. Nell’incontro per l’esame congiunto del giorno 14 aprile 2020, svoltosi in modalità di videoconferenza, sono state illustrate alle OO.SS. le ragioni economico finanziarie, in seguito alla grave emergenza sanitaria che ha coinvolto anche il nostro Paese, che hanno determinato l’esigenza dell’accesso al Fondo di Integrazione Salariale. Sono state evidenziate, da parte aziendale, le modalità operative tecniche organizzative attraverso l’utilizzo e la gestione dell’Assegno Ordinario, che prevedono la riduzione dell’orario di lavoro di tutto il personale del 50% per un periodo di 9 settimane a partire dal 20 aprile. Compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative, e ferma l’esigenza dell’utilizzo delle ferie maturate, nel rispetto prioritario della tutela e salute dei lavoratori. Sull’aspetto economico, c’era da parte aziendale l’impegno di riconoscere la maturazione degli istituti contrattuali previsti e l’integrazione della differenza retributiva tra quella erogata attraverso l’ammortizzatore sociale e quella ordinaria, compatibilmente però con il crearsi delle necessarie condizioni di sostenibilità economico finanziarie aziendali. Quindi, una possibile condizionata eventualità, e non una certezza di garanzia per come invece dichiarato a mezzo stampa dal Presidente Claudio Liotti, in maniera inusuale come prassi, ancor prima della conclusione dell’esame congiunto con il verbale ancora da firmare. Dopo aver condiviso con i rappresentanti sindacali aziendali e i lavoratori la documentazione successivamente fattaci pervenire per come richiesto, avevamo chiesto ulteriori approfondimenti in merito, sia sul modello di organizzazione del lavoro da attuare, e sia sulla reale situazione economico finanziaria del Consorzio, in quanto i dati forniti, poco chiari e contraddittori, non consentivano di esprimere un giudizio di merito. Avevamo chiesto, manifestando anche l’auspicio di concludere positivamente l’esame congiunto, attraverso la firma unitaria di tutte le organizzazioni sindacali presenti al tavolo, ulteriori incontri di chiarimenti, che non ci sono però stati concessi. Quindi di fatto, non si sono determinate, per come avremmo voluto le condizioni per firmare l’accordo. E’ inaccettabile un simile incomprensibile atteggiamento, anche nei confronti della nostra organizzazione sindacale, irrispettosa del solco tracciato di relazioni sindacali condivise e messe in atto sin dalla costituzione del consorzio, la FEMCA CISL è firmataria dell’accordo del 2016 che ne sancì di fatto l’avvio. Avremmo anche voluto capire, se il Consiglio di Amministrazione della Congesi ce ne avesse dato la possibilità, e ci avesse fornito la documentazione ulteriore che avevamo richiesto, la reale effettiva situazione di sostenibilità economico finanziaria del consorzio, anche in seguito alle dichiarazioni di non essere in grado in questo momento, di garantire il pagamento delle ferie pregresse eventualmente utilizzate dai lavoratori al posto della cassa integrazione. Troppe questioni non chiarite che avremmo voluto dirimere meglio attraverso una prosecuzione del confronto come altre volte, senza
nessun atteggiamento da parte nostra precostituito e pregiudiziale. Nel rispetto però, anche e soprattutto delle nostre prerogative di poter aver la possibilità di avere chiari i contenuti degli accordi che sottoscriviamo, nel rispetto del mandato di rappresentanza che i lavoratori ci hanno affidato. E’ inaccettabile che i lavoratori siano stati costretti nell’immediatezza dell’emergenza a lavorare lo stesso, tra tante difficoltà e preoccupazioni, considerando i casi di positività riscontrati anche all’interno aziendale, con disposizioni perentorie giustificate per l’espletamento di un servizio essenziale per la cittadinanza, mentre oggi si programma la turnazione, anche nei reparti operativi, dimezzando di fatto gli orari, senza confronto sulle possibili criticità che potrebbero emergere sulla gestione del servizio. E’ inaccettabile che non sia stato ancora costituito a oltre un mese di distanza il comitato di crisi, per come previsto dal protocollo del 14 marzo 2020, tra le parti sociali e datoriali con il supporto governativo. Verificheremo, nel merito dell’applicazione della nuova organizzazione del lavoro, tutte le ricadute che ci saranno sui lavoratori e sulla efficienza e funzionalità del servizio conseguente, assumendo tutte le eventuali opportune determinazioni che ritenessimo necessarie, anche attraverso il coinvolgimento delle istituzioni preposte
Il Segretario Generale FEMCA CISL
– Pompeo GRECO –