Cronaca

Coronavirus, nuovo DPCM consente di fare la spesa e vieta ogni forma di assembramento di persone

E’ composto da due soli articoli il DPCM firmato dal premier Conte che estende a tutto il Paese le misure contro il Coronavirus inizialmente previste per la zona “arancione” del nord Italia è composto da due articoli.
“Sull’intero territorio nazionale – recita la norma – è vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico”. Inoltre “sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”.
Il testo, in vigore dal 10 marzo al 3 aprile, rinvia alle disposizioni previste per le regioni del Nord, dalle limitazioni ai movimenti, ai bar e ristoranti chiusi dopo le 18, fino allo stop alle cerimonie civili e religiose.
Tra i casi di necessità che consentono gli spostamenti c’è anche la spesa per generi alimentari. Lo precisano fonti di Palazzo Chigi, spiegando che la limitazione ai movimenti delle persone, estesa a tutto il territorio nazionale, non riguarda la necessità di uscire di casa per andare a fare la spesa.
Il testo del dpcm in vigore in tutta Italia fino al 3 aprile sospende gli “eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni, in vista della loro partecipazione ai Giochi olimpici o a manifestazioni nazionali e internazionali”, prosegue la norma. “Resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico”. E “le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute a effettuare i controlli” sul Coronavirus. “Lo sport e le attività motorie svolti all’aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro”.