Cronaca

Coronavirus, l’appello della presidente Iole Santelli ai giovani “Occorre essere consapevoli del grave rischio che si corre”

Sono 2000 i calabresi che hanno fatto rientro nella loro terra e ne hanno dato comunicazione attraverso il censimento diffuso dalla Regione Calabria. Lo ha sostenuto il presidente della Regione Iole Santelli collegata con Alberto Matano su Rai Uno nel corso della trasmissione “La vita in diretta”.

Il governatore della Calabria non ha nascosto la sua preoccupazione per lo stato in cui versa la sanità calabrese e ha fatto un appello ai giovani, a tutti i ragazzi che sono ancora nelle loro sedi universitarie. “Rimanete li ragazzi, rimanete li perché è pericoloso mettersi in pullman o in treno e scendere, in questo momento. E’ pericoloso. Sono i mezzi più pericolosi, in cui è più facile contagiarsi”. Rivolgendosi poi a chi ha già fatto ritorno in Calabria, nel sottolineare che non c’è una caccia all’untore, ma semplicemente l’esigenza di preservare l’incolumità di tutti, li ha invitati a darne comunicazione. Un appello che deve essere compreso da tutti e dalle famiglie in modo particolare così come sottolineato dallo stesso presidente della Regione Calabria.
“Cambiare le nostre abitudini di vita – ha detto ancora la Santelli – è veramente poco rispetto al beneficio che possiamo portare a noi stessi e ai nostri cari”.

Iole Santelli facendo inoltre riferimento all’incontro avuto con il Ministro Boccia e i presidenti delle altre Regioni italiane ha dichiarato di aver richiesto di evitare “le norme che non sono coerenti. Se noi consentiamo – ha detto la Santelli – che i locali rimangano aperti, dopo una certa ora, se permettiamo che i bar siano aperti, i ragazzi non capiscono. Dobbiamo essere, in questo momento coerenti con le norme che diciamo”

Il riferimento è agli assembramenti che si sono registrati, nel fine settimana, in molte località calabresi, in barba alle norme diffuse con le conseguenze che ne possono derivare.

“In questo momento, occorre essere consapevoli del grave rischio che si corre. Il virus non solo può colpire noi – ha detto ancora il Governatore della Calabria – ma potremmo essere noi a trasmetterlo ad altri, ai nostri cari. Per dieci giorni, quindici giorni cambiare le nostre abitudini di vita è veramente poco rispetto al beneficio che possiamo portare a noi stessi, ai nostri cari a tutta la popolazione”.