Cronaca

Coronavirus, la comunità di Papanice dona dispositivi di protezione al San Giovanni di Dio e alle Forze dell’Ordine

Una vera e propria gara di solidarietà quella che ha visto protagonista l’intera comunità di Papanice che ha voluto dare il suo contributo alla lotta al Covid 19, donando dispositivi di protezione ai sanitari del San Giovanni di Dio, agli uomini delle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco del comando provinciale di Crotone.

La donazione è il frutto di una raccolta fondi partita sui social che si è concretizzata nella giornata di oggi con la distribuzione dei dispositivi.

L’iniziativa ha coinvolto anche quanti risiedono fuori dai confini della Calabria (Germania, Svizzera, Stati Uniti) e insieme si è riusciti a raccogliere una cifra consistente che ha permesso di donare dispositivi di protezione a quanti sono impegnati nel contrasto al Covid.

“Siamo partiti da una proposta lanciata nel grande mare dei Social, curiosi di vedere se la gente avrebbe poi preso sul serio la cosa. Senza troppe pretese, consapevoli che ogni traguardo raggiunto è comunque un successo, ma fiduciosi della bontà delle gente e del loro buon cuore, ci siamo buttati a capo fitto in questa piccola impresa”.

Rendono noto i referenti di questo grande gesto di solidarietà e altruismo ai tempi del Covid 19 che vedono insieme la comunità di Papanice, l’Associazione PFGM e Enrico Pedace.

“Tante iniziative sono state intraprese nelle forme più disparate, per questo ci siamo messi a pensare a una proposta che potesse aiutare chi combatte in prima linea questa battaglia, faccia a faccia con il “mostro”. Abbiamo pensato alla generosità della gente quando si parla di solidarietà, chiedendo un contributo volontario per acquistare Dispositivi di Protezione Individuale da donare a Infermieri, Medici e Operatori Sanitari dell’Ospedale di Crotone, memori delle immagini che ogni giorno passano in TV.

Si è aperta una gara silenziosa mettendo a disposizione il conto corrente dell’Ass.ne Progetto Formazione Giovani Molavim. Oggi possiamo dire che la forza, la volontà, la dedizione e la serietà dimostrata in ogni occasione hanno premiato la nostra credibilità con la fiducia. Con l’aiuto del nostro amico fraterno Enrico Pedace, tanti nostri Compaesani di Papanice, compresi quelli emigrati all’estero (Germania, Svizzera, Stati Uniti) e, amici di ogni dove, hanno con discrezione versato sul nostro conto corrente, ognuno per quanto ha potuto, una cifra che ci ha permesso di acquistare quello che serviva ai nostri amici “Eroi ospedalieri.”

Perché mai come oggi possiamo definire amici proprio coloro che più di altri mettono a rischio la loro vita per salvare la nostra. Non c’è materiale che tenga o quantità che basti per salvaguardare la loro salute. Compete ad ognuno di noi essere di aiuto in ogni modo. Non servono atti eroici, ma la consapevolezza delle difficoltà, contribuendo con un comportamento corretto e diligente.

Per inciso, nella giornata del 18 Aprile, abbiamo donato Camici, visiere, grembiuli, occhiali protettivi, cuffie, guanti, calzari, saturimetri, cercando di favorire in ogni modo le attività commerciali delle Provincia, al fine di dare una mano anche in questa direzione.

Sono state acquistate mascherine del tipo chirurgico, perché oltre agli amici del settore sanitario, anche le forze dell’Ordine, che quotidianamente e senza sosta, si prodigano al fine di far rispettare le regole impartite dal Governo, mettendo anche a rischio la loro salute e quella delle loro famiglie. Per tali motivi ci è sembrato corretto consegnare queste mascherine, anche ai Carabinieri, alla Questura, Alla Guardia Di Finanza , alla Polizia Penitenziaria e alla Guardia Costiera che quasi increduli ci hanno aperto le porte e ringraziato con affetto per il gesto di solidarietà e vicinanza dimostrato.

Ogni gesto e parola di ringraziamento ricevuto oggi da parte di tutti – concludono i referenti della comunità di Papanice, l’Associazione PFGM ed Enrico Pedace – la giriamo a voi operatori che ogni giorno fate il possibile per vincere questa battaglia quotidiana. Grazie…grazie… grazie!”