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Coronavirus, la Camera Penale di Crotone scrive al ministro Bonafede: ” Pesanti le condizioni di vita nella Casa Circondariale”

Lo sciopero della fame avviato dai detenuti della Casa Circondariale di Crotone ha spinto la Camera Penale presieduta dall’avvocato Aldo Truncè al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.
“E’ d’obbligo – si legge nella lettera – rappresentare quali sono le condizioni in cui l’Istituto di pena ricadente nel nostro comprensorio territoriale sta affrontando l’emergenza in atto.
Nella casa circondariale di Crotone non ci sono, ad oggi, per fortuna, casi di infezione da Covid 19.
E’ però serio e concreto il pericolo per la salute dei detenuti che il carcere attualmente ospita, 146 ristretti a fronte dei 90 previsti, con un sovraffollamento superiore al 60%.
Nelle celle con capienza massima di cinque detenuti ne sono ospitati otto, mentre in quelle omologate per due detenuti ve ne sono quattro.
Ciascuna cella, indipendentemente dalla capienza, dispone di un unico servizio igienico.
E’ evidente – prosegue la lettera – che in questa situazione non possono essere rispettate le misure di distanziamento sociale, né quelle di prevenzione del rischio di infezione, stante anche l’assenza di dispostivi di protezione, mai distribuiti ai ristretti.
In queste condizioni è sufficiente una sola ipotesi di contagio per innescare un pericoloso focolaio.
I detenuti da ieri hanno iniziato lo sciopero della fame, ma, se le pesantissime condizioni di vita all’interno del carcere non dovessero migliorare, non sono escluse forme meno pacifiche di protesta.
La situazione – conclude il Consiglio direttivo della Camera Penale di Crotone-richiede dunque delle risposte immediate, peraltro già richieste dall’Unione Camere Penali, che anche la Camera Penale di Crotone, con la presente, sollecita”.