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Coronavirus, Crotone: si continua a sottovalutarne la pericolosità

Evidentemente la libertà non è per tutti, evidentemente preferiamo esserne privati piuttosto che riuscire ad usare la testa per goderne al meglio. La libertà, bene primario per ogni essere umano, da oggi a Crotone è diventata meno libera, per Ordinanza Comunale più che giusta che vieta le passeggiate e le attività sportive in alcune zone della città.

Erano troppe le persone che ogni mattina, in barba ogni genere di consiglio e prescrizione da parte del Governo, passeggiavano allegramente per le strade della città. Improvvisamente tutti sportivi, improvvisamente tutti a fare lunghe passeggiate con il proprio quadrupede.

Nel nostro territorio non è ancora esplosa l’epidemia che sta decimando il nord Italia, abbiamo avuto tutto il tempo e il modo per evitare che esplodesse, ma tra i rientri scellerati dalle zone rosse e la non curanza con cui si continua a girare tranquillamente in città, i casi cominciano a moltiplicarsi e come è ormai noto si è verificato anche il primo decesso.

Sono tante le testimonianze che abbiamo di anziani barricati in casa, che non aprono a nessuno, che hanno paura di uscire, proprio perché evidentemente hanno capito che per loro imbattersi nel virus potrebbe essere mortale. Ma tutti gli sforzi e i sacrifici di queste persone dovranno essere prolungati a dismisura se non si riesce ad arginare o rallentare l’avanzata del virus e l’unico mezzo che abbiamo per farlo è restare in casa.

La spesa si può fare una volta alla settimana, o meglio ogni due settimane, rispettando tutte le misure di sicurezza previste dai medici, uno fra tutti cercare di mantenersi ad almeno un metro e mezzo da chiunque, dopo aver toccato le più svariate superfici non portare mai le mani sul viso o in bocca, non strofinarsi gli occhi, e appena possibile lavarsi le mani.

Qualcuno non ha capito che la struttura sanitaria calabrese non è attrezzata per affrontare l’esplosione dell’epidemia, e se gli ospedali Lombardi, fiore all’occhiello italiano,  sono ormai al collasso, cosa succederà ai nostri? Forse le immagini della colonna di camion militari che portano i defunti di Bergamo ad essere cremati in altre province riusciranno ad essere un buon deterrente? Stiamo affrontando una situazione che fino ad oggi avevamo visto solo nei film di fantascienza, un incubo che è diventato realtà, abbiamo bisogno per la prima volta nella nostra storia contemporanea, di rispettare le regole, quelle che da settimane ci stanno implorando di rispettare in ogni modo possibile.

Fabrizio Carbone