Cronaca

Coronavirus, Alfio Pugliese (Confcommercio Crotone): “Servono aiuti concreti o si avrà una rivolta sociale”

Il presidente di ConfCommercio Crotone, Alfio Pugliese, esprime non poche perplessità su quanto annunciato dal Premier Conte nel delineare la Fase 2 dell’emergenza Covid-19.
Per Pugliese la Fase 2 “quella in cui dovremo convivere con il virus, non potrà definirsi come una ripartenza dal momento che sono pochissime le imprese che potranno riprendere la propria attività ed ancora troppe le limitazioni.
Si tratta, invero, di una fase molto pericolosa e che lascia presagire, qualora non si operino misure concrete di sostegno alle imprese, un’altissima percentuale di chiusure definitive ed il collasso del sistema economico e produttivo.
Possiamo affermare – prosegue Pugliese – che si tratterà di una fase senza certezze nella quale si ripartirà con alle spalle tre mesi di chiusura senza sostegni economici concreti, dipendenti che ancora non hanno percepito la cassa integrazione e finanziamenti, che si concretizzano in un ulteriore indebitamento, che vanno a rilento per la burocrazia degli Istituti di credito.
Non si è accennato ad aiuti a fondo perduto, al bonus di 800 euro per aprile e maggio, a procedure di finanziamento in deroga al testo unico bancario o a contributi per la sanificazione degli ambienti lavorativi.
Non sono state date alle imprese le risposte che più importavano in questo momento di estrema difficoltà, anzi, si è prospettato un ulteriore periodo di inattività che porterà alla chiusura definitiva di quasi il 50% delle piccole attività commerciali, artigianali e turistiche.
Ciò che si prospetta con certezza, conclude il presidente di ConfCommercio Crotone, se le Istituzioni non interverranno, è un pericoloso allarme sociale ed elevatissima disperazione che potrebbero aumentare il rischio di una vera e propria rivolta sociale dei settori più colpiti”.
Nella sua analisi Pugliese sottolinea che potrebbero essere in tanti a non rialzare le saracinesche dei propri negozi, il rischio come sottolineato più volte è che si perdano pezzi di storia insieme alle attività che caratterizzano l’economia crotonese, dagli esercenti del lungomare di Crotone e del cento cittadino, agli operatori turistici di Le Castella e Cirò Marina.