Cronaca

Coronavirus, a Petilia Policastro salta “Il Calvario”: nel 1919 venne sospeso a causa dell’epidemia della “Spagnola”

Riceviamo e pubblichiamo

“La nostra comunità diocesana, come tutte le altre che vivono in Italia, è oggi molto provata nella sua vita ecclesiale, che è stata ampiamente ridimensionata per rispettare adeguatamente le disposizioni delle pubbliche autorità le quali sono intenzionate dal desiderio di difendere la salute e il bene comune”

Con queste parole S. E. l’Arcivescovo si è rivolto alla comunità diocesana, ricordando il rispetto delle precauzioni adottate in questo delicato momento ed esortando alla preghiera personale, fatta di silenzio e di ascolto del Signore, che ci parla nel segreto del nostro cuore, come lo stesso Gesù ci ha insegnato.

In questo particolare momento, in cui ogni forma di assembramento, comprese le riunioni di preghiera, sono vietate, la comunità petilina è particolarmente provata e intristita per aver dovuto sospendere il CALVARIO. Il pellegrinaggio del popolo petilino “Il Calvario”, ogni anno viene celebrato il secondo venerdì di Marzo, e ricorda nella fede il terribile terremoto del 1832 di magnitudo 6.8, con epicentro fra Cutro e San Mauro Marchesato, devastante per alcuni paesi del Marchesato.

E’ la seconda volta che il pellegrinaggio del Calvario viene sospeso: nel 1919 per una circostanza analoga a quella che stiamo vivendo, l’epidemia della “Spagnola” e quest’anno 2020, dopo un secolo ed un anno, per il coronavirus.

La comunità petilina quest’anno ha iniziato la novena di preghiera in preparazione al Pellegrinaggio Mercoledì 03 Marzo, consapevole che forse non avrebbe potuto continuare e che avrebbe dovuto sospendere anche il Calvario, come infatti si è verificato.

I petilini hanno accolto le norme adottate con sentimenti di tristezza e responsabilità, consapevole che esse sono state prese per il bene comune. I Petilini restano a casa e pregano. Vivono con il cuore e la mente il Calvario, in attesa di poterlo realizzare appena possibile, l’appuntamento che custodisce gli elementi identitari della Comunità petilina.

Don Giuseppe Marra, Rettore del Santuario della S. Spina