Si riaccende la tensione sul futuro occupazionale degli operatori del contact center “Chiama Roma 060606”. A margine del vertice tenutosi a Roma con la società subentrante Concerto S.r.l. e le rappresentanze dei lavoratori, l’amministrazione capitolina ha manifestato la volontà di riportare l’intera gestione del servizio sul proprio territorio cittadino, prospettando contestualmente un esubero di personale pari al 30% legato ai processi di automazione.
Una posizione accolta con forte fermezza dalla segreteria regionale della Slc Cgil Calabria, che contesta l’uso dell’innovazione tecnologica come pretesto per ridimensionare la forza lavoro, penalizzando maestranze attive nel servizio da oltre un decennio sul territorio crotonese.
Nel mirino delle organizzazioni sindacali finisce l’impostazione scelta dall’ente pubblico. Il sindacato sottolinea come la normativa di settore (legge 11/2016) e le disposizioni del CCNL Telecomunicazioni – recepito nella nuova gara – impongano vincoli stringenti sulla continuità occupazionale e sull’applicazione della clausola sociale nei passaggi di cantiere.
«Un’amministrazione pubblica non può operare con mere logiche di contenimento costi o di comodo organizzativo, ignorando l’impatto sociale delle proprie scelte», rimarcano i rappresentanti dei lavoratori, ricordando come già la precedente stesura del bando fosse stata ritirata e modificata a seguito delle contestazioni sollevate a tutela della sede calabrese.
In vista del prossimo round negoziale con la subentrante Concerto S.r.l., la Slc Cgil ha preannunciato l’avvio di ogni iniziativa di tutela sindacale e giurisdizionale per impedire contrazioni dell’organico.
La difesa dei livelli occupazionali assume un valore cruciale per l’area di Crotone, realtà caratterizzata da un tessuto economico fragile e da ridotte opzioni di ricollocamento per i lavoratori del settore. Il sindacato sollecita quindi l’avvio di un tavolo di confronto costruttivo con Roma Capitale per scongiurare ricadute sul personale in forza.
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