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Bilancio, Vito Pitaro (Santelli Presidente):”Non si tratta di un bilancio ingessato, ma di un bilancio istituzionale “

“Non si tratta di un bilancio ingessato ma di un bilancio istituzionale. Istituzionale significa che non vi è stato un assalto da parte dei consiglieri alla dirigenza, in particolar modo dei consiglieri di maggioranza. Un bilancio in cui gli interessi campanilistici geografici hanno lasciato il posto all’interesse preminente quello di far fronte all’emergenza . Parliamo dell’emergenza Covid, vale a dire un’emergenza ancor più grave di quella che è l’emergenza calabrese fatta di famiglie che oggi stanno peggio, ma che ieri non stavano meglio”.
Lo ha dichiarato il consigliere regionale (Santelli presidente) Vito Pitaro, durante il Consiglio Regionale.

“La mancata approvazione del bilancio da parte della ex maggioranza che ora fa “mea culpa”, ed i tagli afflitti dal governo nazionale hanno messo in ginocchio la nostra Calabria. Mi piace fare un passaggio in questo momento storico un richiamo a Picasso che dipinse il Guernica. Un Nazista gli chiese a Picasso dopo aver visto il dipinto chi avesse dipinto questa vergogna e di chi furono le responsabilità e Picasso gli rispose: sono le vostre”.

“Quando noi parliamo dei residui attivi, del contenzioso con i Comuni e dei circa 300 milioni che sono stati iscritti come residui attivi ,dobbiamo far capire ai calabresi cosa significa questo, ciò non significa che c’è stato uno sbaglio contabile, non significa che per anni abbiamo fatto finta di avere dei residui attivi da spendere.Ma significa aver creato un problema ai comuni. Poiché bastava nominare dei commissari ad acta affinché mettessero nelle condizioni questi comuni morosi di rateizzare il loro debito, e ciò è stato fatto solo in parte”.

“L’unica via d’uscita sono i fondi comunitari, dunque questa maggioranza deve individuare dei percorsi che permettono il raggiungimento degli stessi alle tante imprese e dei tanti cittadini che oggi hanno subito questa pandemia. Se noi non individuiamo dei criteri , degli iter più semplici e se non individuiamo le somme che possono essere date le somme a titolo di indennizzo perché non tutti possono accedere ai fondi europei, occorre individuare alcuni fondi di modo che gli stessi vadano ad indennizzare quelle che sono state le perdite di molti imprenditori e di molte attività”.

“La sanità: la strada dei commissariamenti non può più andare bene. Laddove vi sono stati commissari la sanità non ha più funzionato perché i commissari che applicano criteri sbagliati non possono capire i bisogni dei calabresi. Io per primo mi sono battuto per la questione del mantenimento delle guardie mediche nel territorio della provincia di Crotone e Catanzaro , in questa fattispecie il commissario ha applicato un criterio matematico di razionalizzazione e di tagli della spesa in modo asettico e rigido. Questo è il modus operandi dei commissari”.

“Il Consigliere Bavacqua nel suo intervento ha affermato che auspica la costruzione dei nuovi ospedali; io non voglio però che il nuovo ospedale di Vibo sia portato semplicemente a termine perché nel momento in cui l’ospedale di Vibo è portato a termine e poi non si hanno le risorse in termini economici, in termini di professionalità e in termini di assistenza a quel punto l’ospedale diventa una cattedrale nel deserto. Dobbiamo preoccuparci che gli ospedali funzionino perché nel momento in cui noi non offriamo ai calabresi dei servizi sanitari seri, l’emigrazione sanitaria non va che ad aggravare i nostri problemi di bilancio.Nel momento in cui non aiutiamo il calabrese a rimanere nelle nostre strutture noi impoveriamo il nostro popolo impoveriamo la nostra terra. Sulla sanità è dunque necessario un confronto con il Governo attuale, perché nel momento in cui la tassa automobilistica , l’ irap e l’addizionale regionale irpef vengono sospesi , e dunque tra qualche mese non saranno quelli preventivati è chiaro che o il governo aiuta la regione o anche in questo avremo problemi a finanziare in modo serio e logico la nostra sanità”.

“Per quanto concerne il welfare: vi deve essere una riprogrammazione insieme alle parti sociali ha affermato Pitaro.
Gli stessi bisogni di ieri non sono gli stessi bisogni di oggi ecco perché vi é la necessità di una riprogrammazione. Oggi il disagio economico è aumentato ma è anche diverso. È utile sollevare una problematica attuale, oggi abbiamo due milioni di euro di donazioni che provengono da nostri connazionali e 18,5 milioni che dovrebbero far fronte all’emergenza covid, se oggi senza una discussione seria dovessimo procedere a individuare le categorie oggetto di queste risorse taglieremmo fuori tantissime categorie che ancora ad oggi non sono completamente emerse.
Quindi occorre fermarci un attimo e capire in tempi brevissimi quanti e quali categorie hanno bisogno in Calabria di queste risorse, diversamente potremmo fare un grossissimo sbaglio”.