Cronaca

Benedette le sementi nel giorno di San Dionigi

Affidarsi a Dio attraverso l’intercessione del santo patrono. Questa è l’interpretazione che ogni uomo di fede  dà alla tradizionale benedizione delle sementi e dei mezzi agricoli che puntualmente, ogni 9 ottobre si celebra in piazza Duomo a Crotone. Una celebrazione che coincide con i festeggiamenti in san dionigionore di San Dionigi l’Aeropagita, patrono della città. Un momento molto atteso da quanti operano nel mondo agricolo, uomini e donne semplici le cui mani sono segnate dal lavoro, dotati di una buona resistenza alla fatica e una buona capacità di adattamento a ritmi diversi dai propri, dettati dalla natura: è lei che detta i tempi, tempi che hanno bisogno dell’aiuto, oggi come ieri di Dio. Questa infatti la ragione per cui ogni anno gli agricoltori del territorio, con i loro mezzi affollano piazza Duomo, cambiandole il volto e infondendo nei residenti quella positività necessaria ad affrontare le difficoltà del quotidiano. Un rito, la benedizione delle sementi e dei mezzi agricoli, che si protrae da secoli. Un rito che mantiene intatto, oggi come ieri il suo significato. Per il mondo agricolo questo tempo coincide con la semina autunnale dei campi. Il Signore ha  di fatto creato la terra affidando all’uomo le sue risorse, perché con il lavoro delle sue mani e con il suo ingegno ne tragga alimento per sé e per i propri figli. statua san dionigiConcetto ribadito da Monsignor Domenico Graziani nel corso della solenne liturgia alla quale hanno partecipato tutte le autorità istituzionali e i referenti delle confederazioni agricole del territorio. La ricorrenza di San Dionigi l’Areopagita, patrono di Atene e Crotone, corrisponde con l’avvio dell’anno pastorale che quest’anno avrà come parola ispiratrice, su indicazione di Monsignor Domenico Graziani, “fraternità” via di realizzazione del tema della felicità. C’è bisogno,  ha sostenuto il presule nella sua omelia , di sperimentare l’essere soli con Cristo, solo così, solo nutrendosi di Cristo si otterrà grandezza d’animo, umiltà e modestia, necessari per comprendere che tutti siamo chiamati a privilegiare il bene comune e non il bene individuale.