Attualità

Basta all’emigrazione sanitaria dei malati oncologici

 

di Rodolfo Bava

Il Commissario Scura, nell’ambito della Regione Calabria, aveva annunciato che avrebbe ridotto del 30 per cento l’emigrazione sanitaria calabrese, riorganizzando la rete ospedaliera, al fine di “attenuare il divario strutturale e qualitativo dell’offerta sanitaria”.Avrebbe determinato – per quanto riguarda i tumori – una maggiore disponibilità di posti letto. Addirittura, avrebbe creato una rete oncologica regionale provvedendo a stipulare anche delle convenzioni con le regioni confinanti con la Calabria.
Poiché di tali meravigliose intenzioni non vi è, quasi, alcuna traccia e poiché il budget riservato all’unica struttura d’avanguardia esistente, per il trattamento dei tumori – il Marrelli Hospitalè bastevole soltanto per la durata di due o tre mesi, non si può non affermare che ancora diecine di migliaia di persone saranno costrette a recarsi fuori regione per potersi curare.
Veramente assurdo! Specie se si fa rilevare che la Calabria spende oltre 200 milioni di euro per gli ammalati che si recano in altre aziende sanitarie. Ci si domanda allora: perché mai si preferisce spendere del denaro in maniera piuttosto dissennata? Perché non spenderlo in Calabria, al fine di poter creare nuovi posti di lavoro; ma, soprattutto, per non costringere le persone ammalate agli odiati “viaggi della speranza”?
Quella “speranza” che, con le trasferte, peggiora la sofferenza degli ammalati. Mentre, potendosi curare in loco, o in Calabria, quella speranza potrebbe rafforzare la loro forza interiore, tanto da contribuire anche alla guarigione.
Ma in che maniera farlo comprendere alla classe politica calabrese, dato che numerosi articoli sull’argomento non sono stati tenuti in alcuna considerazione? In che maniera potranno difendersi i cittadini? Proporremmo la pubblicazione del seguente manifesto su Facebook, con l’invito di farlo anche condividere: la salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere. manifesto per i diritti dei pazienti oncologici”