Politica

Atto intimidatorio al CELA: Insieme per Cutro vicina ai volontari del WWF

Riceviamo e pubblichiamo.

È un segnale d’allarme l’intimidazione avvenuta al cela di Cutro. In questi anni la comunità di Cutro, accompagnata dalle istituzioni e dalle forze dell’ordine, ha saputo fare passi avanti notevoli sul riutilizzo dei beni confiscati alla ndrangheta. È stato abbattuto un palazzo creando una piazza intitolata a Dodó e Lea. Sono stati riutilizzati beni confiscati creando centri di aggregazione di livello provinciale e regionale. Uno di questi è proprio il CELA gestito dal WWF. Forse qualcuno pensa di approfittare di questo momento storico per fare ritornare questo paese indietro di qualche decennio. Fa davvero male sapere che giovani provenienti da tutta Europa, ospiti al centro, debbano assistere a episodi così indegni. Cosa racconteranno quando ritorneranno a casa loro? La parte sana di questo territorio è stanca di atteggiamenti ormai insopportabili, che hanno creato stereotipi per i quali la gente per bene è accomunata ai delinquenti che agiscono in questo modo. Nell’esprimere solidarietà alle persone impegnate nelle attività del centro intendiamo sottolineare che finalmente i clan sul nostro territorio e in tutta la regione sono oggetto di un’importante azione repressiva. Abbinata a questa è fondamentale una presa di posizione chiara e netta, soprattutto di chi ha ruoli di rappresentanza. Non è retorica ma la necessità di mostrare pubblicamente lo sdegno verso chi con il malaffare e la violenza ha marchiato negativamente questo territorio. Il gruppo consiliare Insieme per Cutro invita i volontari a proseguire le loro attività, che rappresentano un segnale di rinascita e di positività del territorio. Vedere un bene strappato alla criminalità e riutilizzato a fini sociali è un atto di cui tutti i cittadini devono andare orgogliosi.
Il Capogruppo Consiliare Insieme per Cutro
Antonio Lorenzano