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ASP di Catanzaro sciolta per infiltrazione mafiosa, la riflessione della FP Cgil

“Chiunque ora dicesse: ‘lo sapevamo, lo avevamo previsto’, finirebbe con il cadere nella totale autoreferenzialità. Esistono altresì uno o più ‘però’ che vanno ribaditi da chi da sempre si batte sul fronte delle regole condivise con senso di appartenenza. L’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, sciolta per infiltrazione mafiosa, ci ha visto sempre, come sindacato e come semplici dipendenti, in prima linea a difesa della sanità e del diritto alla salute”. E’ quanto si afferma in un comunicato della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, a firma di Raffaele Mammoliti, (segretario generale Area Vasta CGIL Cz, Kr, Vv), Franco Grillo, (segretario Area Vasta FPCGIL Cz, Kr, Vv) e Ivan Potente, (segretario Area Vasta FP CGIL Medici Cz, Kr, Vv). “Diventa fondamentale si sappia – è detto ancora nel comunicato – che questo territorio, all’attenzione nazionale per fatti di così elevata gravità, è anche soprattutto un comprensorio dove esistono tantissime professionalità di alto profilo in grado di imprimere una svolta radicale a tutto il sistema e che, viceversa, per tale loro posizione, sono da sempre emarginati. Non sarà un caso se, sul totale del debito accumulato, gran parte dello stesso sia legato a fatti che nulla o quasi condividono con le necessità sanitarie e con le prestazioni correlate. E’ questo dunque un momento in cui bisogna esser chiari e non ricorrere a virtuosismi dialettici che da sempre caratterizzano la Calabria e il suo ‘sistema di potere’. Lapalissiane sono le responsabilità politiche di chi ha governato la Regione in quest’ultimo quinquennio. E’ stato per la sanità calabrese e, in particolare, la provincia vasta di nostra competenza, un quinquennio catastrofico, le cui colpe sono tutte in capo al gestore regionale, lo ripetiamo senza giochi di parole”. “Per quanto all’Asp di Catanzaro poi – riporta ancora il comunicato – basti qui ricordare le tante battaglie condotte su dinamiche specifiche in cui, alla richiesta di spiegazioni per iscritto al management aziendale, giammai ha fatto seguito risposta. Sono almeno un centinaio le osservazioni da noi mosse su delibere e determine che non hanno ricevuto risposta e che, in taluni casi, hanno avuto come seguito esposti alle competenti autorità. Su queste e su altre specificità quali le contrattazioni decentrate delle varie categorie di lavoratori Asp, impegniamo fin d’ora la triade commissariale che si sta insediando, a convocazione tematica. Come calabresi e come sindacalisti in prima linea nella difesa del Servizio sanitario regionale e nella denuncia delle sue deviazioni non accettiamo da nessuno altre risposte di questo tipo o atteggiamenti di sufficienza”. “L’ex ministro Grillo – è scritto nel comunicato – ha avuto il tempo necessario per fare ciò che avrebbe dovuto e lascia al nuovo ministro una pesante eredità: disporre quanto previsto dal Decreto Calabria con immediatezza, magari anche apportando gli aggiustamenti necessari. Chiediamo inoltre la convocazione della conferenza dei sindaci aperta alle forze parlamentari espressione della Calabria e alle forze sociali”.