Cronaca

“Anticorruzione e Trasparenza” se ne è parlato nella Sala Consiliare del Comune di Crotone

“La strategia di contrasto alla corruzione è cambiata, non è più repressiva e sanzionatoria bensì è preventiva e la finalità è quella di anticipare, prima che il male insorga e combatterlo prima che si diffonda un cancro della società e bisogna sconfiggerlo, studiandolo prima e capendo i problemi. Soltanto se vengono individuati i problemi è possibile comprendere quali sono gli strumenti di contrasto. Individuare i piani di prevenzione della corruzione si pongono in questo solco. La finalità è semplicemente tentare di individuare strumenti anticipatori che attribuiscono rilevanza alla corruzione nella fase preventiva, prima che l’eventuale appalto venga aggiudicato”.
È quanto sostenuto dal magistrato Alfonso Scibona che ha relazionato sul tema: “Misure di prevenzione della corruzione nelle procedure di affidamento nei contratti pubblici” nel corso del convegno svoltosi nella serata di ieri nella Sala Consiliare del Comune di Crotone, presieduto dal commissario prefettizio Tiziana Costantino e curato dal responsabile anticorruzione dell’Ente, avv. Antonino Maria Fortuna.
Sul sistema penale di contrasto alla corruzione ha relazionato il magistrato Davide Rizzuti che ha sottolineato come bisognerebbe puntare molto di più sull’azione preventiva. Rizzuti ha spiegato che la logica della repressione è oggetto di costanti riforme. Dal 2012 ad oggi se ne sono susseguite ben tre, da ultima la legge Spazzacorrotti che ha creato una serie di problemi giuridici attualmente al vaglio della Corte Costituzionale che si lega intimamente ai termini di prescrizione che sono oggetto di accesissimo dibattito politico. Si sta puntando sempre di più verso la repressione penale di questi fenomeni con risultati ancora da dimostrare . È un campo apertissimo. Nel 2016 “Trasparenza International” ha collocato l’Italia al 61° posto a livello internazionale un dato che non ci consente di esserne fieri. Occorrono criteri di certezze sul lecito e l’illecito – ha concluso Rizzuti – ed è su questo che va focalizzata l’attenzione, gli strumenti di prevenzione servono a questo.
Un seminario formativo, un obbligo di legge previsto dalla legge 192/2012, si può trasformare in una occasione di riflessione su temi importanti per la vita non solo della pubblica amministrazione ma della comunità quando a concorrere, con il loro contributo di idee, di esperienza, di proposte sono le “persone”.
È quanto avvenuto nel corso del seminario “Anticorruzione e Trasparenza” che ha fatto registrare la partecipazione del prefetto Tiziana Tombesi, del presidente del Tribunale Maria Vittoria Marchianò, del procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia è stato un ulteriore elemento di certezza e di garanzia che lo Stato è presente ed è vicino alla gente.
L’impostazione dell’incontro è stata di ampia apertura affinché realtà come gli ordini professionali portassero il proprio contributo di esperienza.
Sono intervenuti, nel corso della serata, il presidente dell’ordine degli Avvocati Tommaso Vallone, il presidente dell’Ordine degli Architetti Danilo Arcuri, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri Antonio Grilletta e il presidente del Collegio dei Geometri Anna Maria Oppido
La discussione, che ha visto coinvolti i dipendenti dell’Ente ma che si è aperta anche all’esterno con la partecipazione di un numeroso pubblico, non è stata didattica ma incentrata sulla analisi di questi due pilastri (lotta alla corruzione e trasparenza amministrativa) sui quali si fonda il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadino.
Ma non sono state solo queste le parole che sono state il filo conduttore dell’incontro.
Altre come “fiducia nelle Istituzioni”, “cultura della legalità”, “responsabilità”, “spirito di servizio” hanno fatto da filo conduttore ad un incontro interessate e ricco di spunti.
“Il buon agire della Pubblica Amministrazione si basa sui principi della trasparenza e della legalità. E’ fondamentale che gli atti siano resi pubblici, trasparenti e che il cittadino possa accostarsi con fiducia nella Pubblica Amministrazione” ha detto il commissario prefettizio Tiziana Costantino.
Ciascuno, dunque, può essere attraverso la propria professionalità, spirito di servizio, disponibilità verso la comunità un “presidio di legalità”.
(foto Tonino D’Urso)