Cronaca

Aemilia: Al via il processo e la Dda trova riscontro nelle parole di Giglio

Sono iniziate questa mattina le udienze del processo Aemilia, nel prefabbricato realizzato in tempi record nel cortile del Tribunale di Reggio Emilia.
La Corte presieduta dal giudice Francesco Maria Caruso a latere i giudici Cristina Beretti e Andra Rat.
147 imputati, 200 avvocati, un numero piuttosto corposo di testimoni, qualcuno parla addirittura di mille che verranno sicuramente sfoltiti dalla Corte.
Ben 8 saranno le udienze fino al prossimo mese di luglio.
Alla prima udienza, assente la maggioranza degli imputati.
Al termine dell’appello degli imputati si è passati all’esame delle parti civili, tra questi diversi enti: Regione, Comune e Provincia di Reggio Emilia, Comuni di Bibbiano, Brescello – a rischio commissariamento per mafia – Gualtieri, Montecchio, Reggiolo, Finale Emilia (Mo), Sala Baganza (Pr). Inoltre, richieste anche per Comune di Parma, Provincia di Modena, Cisl, Cgil, Cita-Cna, Ordine dei Giornalisti, Legambiente e associazione Antiracket, Consiglio dei Ministri, Viminale, ministero dell’Ambiente. E altre. Saranno tutte esaminate nella prossima udienza del 20 aprile.
Prima della chiusura della seduta odierna si è registrato l’allontanamento di Francesco Amato di Rosarno, uno degli imputati presente in aula e attualmente agli arresti domiciliari.
L’uomo è stato allontanato dall’aula dalla polizia penitenziaria su ordine del presidente Caruso dopo l’ennesima intemperanza. Da quanto si apprende da Reggionline Francesco Amato nel corso dell’udienza avrebbe avuto una reazione è inaspettata avrebbe  urlato: “Delrio (ex sindaco di Reggio ora ministro) è implicato. Lui e la Masini (ex presidente della Provincia di Reggio Emilia). Bravi comunisti”.
Ma ciò che sta facendo discutere sono le prime dichiarazioni di Giuseppe Giglio.
La ‘Ndrangheta tentò un patto con la politica a Reggio Emilia. L’ipotesi della Dda di Bologna che ha individuato nel consigliere comunale di Fi Giuseppe Pagliani, coinvolto nell’inchiesta ‘Aemilia’, un referente dei calabresi, trova riscontri nelle parole di Giuseppe Giglio, imprenditore imputato e collaboratore di giustizia da poco più di un mese.
Giglio, ritenuto uno degli organizzatori dell’associazione ‘ndranghetistica emiliana, in uno dei primi colloqui da pentito racconta delle riunioni del 2012, di cui fu informato da Alfonso Diletto, per i Pm uno dei capi. Diletto gli disse: “Guarda – ricosruisce Giglio, in un verbale a disposizione delle parti che l’ANSA ha potuto visionare – non è solo per l’interdittiva che ci hanno dato, ma abbiamo la possibilità perché abbiamo fatto un patto con il politico Pagliani che ci darà del lavoro. In cambio noi gli dobbiamo trovare dei voti” e finanziamenti. “Questo – spiega Giglio – era tutto, l’accordo e il patto politico, diciamo, che c’è stato”.

(foto reggionline)