Cronaca

Aemilia: controlli invasivi con il metal detector ai legali

“Serrati ed invasivi controlli” nell’accesso all’aula d’udienza, con modalità di accesso che “non appaiono rispettose del ruolo e della dignità degli avvocati, e segnatamente di quelli che assistono gli imputati”. E una “palese ed ingiustificata differenziazione di tali modalità fra difensori degli imputati e quelli delle costituende parti civili, ai quali è riservato un varco di ingresso ad hoc”. Lo denuncia in una nota inviata al presidente del tribunale di Bologna, al Procuratore della Repubblica e al Procuratore generale il direttivo della Camera penale ‘Franco Bricola’, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di avvocati impegnati come difensori di imputati nella prima seduta dell’udienza preliminare di ‘Aemilia’, ieri nell’aula speciale allestita al padiglione 19 della Fiera. Nelle segnalazioni alla Camera penale è stato fatto notare che mentre per i legali degli imputati “sono previsti ed applicati controlli particolarmente invasivi con metal detector e perquisizioni, che hanno comportato lunghe code sotto una pioggia battente”, per quelli delle parti civili “vi sarebbe una sorta di corsia preferenziale, che ha consentito loro di ‘saltare’ la coda creatasi ai varchi dei difensori degli imputati”, ad alcuni dei quali sarebbe stato chiesto dalle forze dell’ordine di togliersi cinture e scarpe. Inoltre “da notizie di stampa si apprende che gli avvocati delle costituende parti civili hanno avuto accesso in aula dallo stesso varco delle Istituzioni, primo fra tutti il presidente della Regione” Stefano Bonaccini. L’auspicio del direttivo è che “vengano sin dalla prossima udienza ripristinate le norme ordinarie per gli accessi all’aula d’udienza” con controlli di sicurezza “che siano rispettosi della dignità e della professionalità di tutti gli avvocati, unificando l’accesso per gli avvocati degli imputati e delle parti civili, rimuovendo così un trattamento differenziato che appare privo di alcuna logica giustificazione”