C’è un cuore calabrese che batte forte nell’innovazione dell’infermieristica pediatrica nazionale. L’OPI (Ordine delle Professioni Infermieristiche) di Catanzaro è stato protagonista assoluto alle recenti Giornate Infermieristiche Nazionali promosse dall’AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica) a Rimini, un appuntamento cruciale che il 13 e 14 aprile scorsi ha riunito i massimi esperti del settore per discutere di ricerca, linee guida e cure palliative.
Non è stata solo una partecipazione di rappresentanza, ma un vero e proprio contributo operativo. L’OPI Catanzaro ha infatti fornito tutto l’equipaggiamento tecnologico per la formazione: dai simulatori avanzati ai manichini di ultima generazione, fino al materiale didattico necessario per le sessioni pratiche.
Un impegno che ha lasciato il segno, tanto da incassare il plauso ufficiale di Matteo Amicucci, coordinatore del Gruppo di Lavoro AIEOP: «La vostra realtà rappresenta un esempio significativo e una fonte di grande ispirazione. I materiali utilizzati riflettono un’esperienza concreta orientata a un obiettivo formativo fondamentale come la simulazione sul campo».
A guidare la delegazione catanzarese, la presidente dell’OPI Giovanna Cavaliere, la cui partecipazione attiva ha garantito dimostrazioni pratiche di alto livello. Accanto a lei, una squadra di professionisti d’eccellenza: gli infermieri pediatrici Alessandro Pugliese (la cui relazione è stata ricca di spunti scientifici), Susy Ranieri, Gioconda Gentile e l’infermiera Alessandra Crispo, coinvolta direttamente nel complesso meccanismo della simulazione.
Fondamentale è stata la sinergia con l’AOU “Renato Dulbecco” di Catanzaro. Il Dipartimento oncoematoncologico pediatrico, diretto dalla dottoressa Maria Concetta Galati, ha mostrato una lungimiranza illuminata permettendo la partecipazione attiva dei medici Eulalia Galea, Francesco Gigliotti e Raffaele Lista, il cui coinvolgimento è stato prezioso per l’integrazione tra teoria e pratica clinica.
Durante le attività di simulazione sono state presentate frontiere tecnologiche per il miglioramento della vita dei piccoli pazienti: dai nuovi sistemi di fissaggio per il sondino naso-gastrico a medicazioni innovative studiate per massimizzare il comfort e la sicurezza.
«La formazione oggi non può più fermarsi alla teoria – ha dichiarato con soddisfazione la presidente Giovanna Cavaliere –. Solo attraverso la simulazione e il confronto possiamo garantire cure sempre più sicure e appropriate. Essere stati protagonisti a Rimini conferma l’impegno della Calabria nella promozione di standard assistenziali internazionali».
Il successo di Rimini segna una tappa fondamentale per l’infermieristica calabrese, che si conferma non solo al passo con i tempi, ma capace di esportare modelli formativi d’eccellenza in tutto il Paese, rilanciando il ruolo dell’infermiere come perno insostituibile tra ricerca clinica e umanizzazione delle cure.
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