Cronaca

A quarantadue anni dalla sciagura di Monte Covello l’Arma catanzarese ha ricordato i suoi Caduti

Questa mattina, a quarantadue anni dall’incidente, l’Arma catanzarese ha ancora una volta ricordato i suoi Caduti nella cittadina di Girifalco. La commemorazione ha avuto inizio con una messa nella chiesa di San Rocco, officiata dal Cappellano Militare e dai parroci di Girifalco ed Amaroni, alla presenza di familiari delle vittime, del Comandante della Legione Carabinieri Calabria, Gen. B. Andrea Peterna, del Comandante Provinciale, Col. Antonio Montanaro, del Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Catanzaro, Col. Salvatore Spanò, e del Comandante del Gruppo di Lamezia Terme Massimo Ribaudo. Tanti i Carabinieri della Compagnia di Girifalco, con il Comandante, Capitano Felice Bucalo, le famiglie dei militari, Carabinieri Forestali, rappresentanze dell’8’ Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’Associazione Nazionale Forestali. Molte le associazioni locali, precedute dal Sindaco di Girifalco Pietrantonio Cristofaro e dal Sindaco di Amaroni Luigi Ruggiero. Partecipi della celebrazione anche gli alunni del Liceo Scientifico di Girifalco e del locale Istituto comprensivo.

La commemorazione è proseguita con gli onori ai Caduti e la deposizione di corone al Monumento sul luogo dell’incidente, nel quarantennale della sua realizzazione da parte dei Maestri Filippo e Lamantea.

La tragedia:

Erano da poco passate le 15.00, quel 31 Ottobre del 1977, quando si interruppe il contatto radio con l’elicottero AB 205 su cui viaggiavano sei militari dell’Arma, il Gen. C.A. Enrico Mino, Comandante Generale dell’Arma, il Col. Francesco Friscia, Comandante della Legione Carabinieri di Catanzaro, il Ten. Col. Luigi Vilardo, Aiutante di Campo del Gen. Mino, il Ten. Col. Francesco Sirimarco, Comandante del Centro Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, il Ten. Francesco Cerasoli, pilota della Base Elicotteri di Vibo Valentia e il Brig. Costantino Di Fede, motorista del Centro Elicotteri di Pratica di Mare. Il Gen. Mino si trovava in Calabria per conoscere di persona i luoghi dove muovevano le cosche della ’ndrangheta, all’epoca particolarmente attiva nei sequestri di persona, e insieme ai suoi collaboratori stava effettuando una ricognizione nelle aree di Rosarno, Taurianova e Reggio Calabria. A tarda sera furono trovati i resti del velivolo che era precipitato nella nebbia, alle pendici del versante est di Monte Covello in località Rimitello, senza superstiti.