Cultura & Spettacolo

A Cutro l’estemporanea di pittura “Percorso delle cinque chiese” dedicata alla riscoperta dei calanchi

Una estemporanea di pittura dedicata al tema dei calanchi, una conferenza di carattere storico sul paesaggio calanchivo, un’attenzione al rapporto tra immagine dipinta e paesaggio locale hanno rappresentato una vera e propria forma di reazione positiva da parte della comunità cutrese rispetto al momento difficile che si sta attraversando per effetto del coronavirus.
Quest’anno la seconda edizione dell’estemporanea di pittura “Percorso della cinque chiese”, giunta alla seconda edizione è stata intitolata “Alla riscoperta dei calanchi del marchesato” ed è stata come al solito ideata e promossa dall’artista e animatrice culturale cutrese, Monica Arabia e organizzata dalle Parrocchie santissima Annunziata e santissimo Crocefisso con l’ordine francescano. Causa il maltempo l’estemporanea, che è iniziata alle 16.30, è stata spostata all’interno del chiostro del convento dei frati francescani , dove i diversi partecipanti hanno eseguito le loro opere.
Hanno partecipato alla manifestazione: Domenico Levato, Anna Conforti, Jacopo Paparo, Michelangelo Paparo, Silvia Ferrari, Letizia Ferrari, Maria Antonietta Mesoraca, Sabina Frontera, Nicoletta Cesare, Marco Oliverio, Eugenia Brugnano, Alessandro Ciacco, Pietro Barillari, Rosanna Vetturini, Giovanni Manfreda, Marialba Colacino, Giuseppe Affaticato, Sofia Terrazza, Noemi Talarico, Davide Talarico. Hanno inoltre partecipato “i ragazzi speciali”, accompagnati da Antonella Caccia, che hanno inteso evidenziare il motto: “Nessun limite, eccetto il cielo!”, per indicare che non possono esistere barriere e che deve sempre prevalere il senso d’umanità. I pittori hanno rappresentato il paesaggio dei calanchi cutresi secondo variazioni che risentono naturalmente della sensibilità, della formazione e del gusto che essi portano in dote, ma v’è stata una tendenza verso i colori chiari o chiaroscuri, con una certa impregnatura di carattere soffermativo nel disegno. O era l’azzurro del lontano mare che si congiungeva al cielo o erano i colori di un incerto crepuscolarismo a prendere forma, in alcuni casi con una particolare accentuazione su calanchi espressivi più che naturalmente spogli.
Alle 21.00 s’è svolta la conferenza presso la chiesa del s.s.mo Crocefisso e la serata è stata presentata da Alessandra Mesoraca, coadiuvata dalla stessa Monica Arabia. È intervenuto Gino Camposano, giornalista e cultore di storia locale che ha trattato “La storia dei calanchi del marchesato”. Camposano ha sottolineato la bravura delle pittrici e successivamente ha descritto l’importanza del paesaggio calanchivo così per come venne descritto da Pasolini, quando nel realizzare il suo reportage lungo lo stivale italico, che poi venne pubblicato col titolo “La lunga strada di sabbia”, attraversò il territorio cutrese ed ebbe a scrivere dei “banditi di Cutro”. Camposano ha sottolineato quanto lo scrittore seppe rappresentare la complessità sociale di Cutro. Gino Camposano ha insistito sull’importanza dei beni culturali del territorio, e ha rilevato che storicamente i vari terremoti hanno privato Cutro di gran parte delle sue chiese e palazzi, proprio le devastazioni sismiche e talvolta l’incuria hanno determinato quindi la perdita davvero rilevante del patrimonio culturale. Camposano ha voluto indicare la necessità di proteggere i calanchi con l’idea di Domenico Colosimo di dare vita al parco dei calanchi del marchesato.
S’è passati poi alla premiazione dei diversi pittori che hanno veramente onorato la manifestazione e a cui va dato merito di essersi prodotti in dipinti di buona qualità. Ognuno ha esposto il significato di ciò che ha voluto rappresentare pittoricamente. Durante la serata vi sono stati i canti francescani che hanno allietato l’evento. È stata comunque una estemporanea di pittura all’insegna della partecipazione femminile e, soprattutto, dei ragazzi speciali, che hanno dato un bel messaggio. Monica Arabia ha intenzione di non fermarsi e si punta alla prossima edizione, perché l’estemporanea di pittura “Percorso delle cinque chiese” ormai fa parte della cutresità.