Cronaca

A Crotone i 261 migranti salvati dalla Dattilo

Sono 261 i migranti sbarcati questa mattina a Crotone. Interi nuclei familiari, uomini donne e bambini che a bordo di un barcone, lungo circa 25 metri, intercettato, in acque greche da un elicottero della Marina Militare. Una volta giunti in acque italiane è scattata la macchina dei soccorsi. Tre le imbarcazioni impegnate nelle operazioni. A trarre in salvo i migranti la Cp 940 nave Dattilo, diretta in Libia e da due motovedette classe 300 partite rispettivamente da Gallipoli e Crotone a queste ultime è toccato il compito di portare gli sventurati sulla terra ferma. Si tratta in prevalenza di nuclei familiari, ben 73 i bambini, tra di essi due minori non accompagnati, che una volta identificati e visitati sono stati affidati al Comune di Crotone. Volti e corpi stremati dal viaggio e dal freddo, ma al tempo stesso, sbarco 261 1volti sorridenti mentre tendono la mano ai volontari della Croce Rossa  e delle Misericordie, che ormai da ore li attendono al sul molo. Un’operazione di soccorso iniziata al largo delle acque pugliesi che ha visto impegnati  agenti della Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, il personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale e del comune di Crotone. Un carico di vite umane, alcune delle quali in visibile stato di disabilità. 133 uomini, 51 donne e 76 bambini questi i numeri dell’ennesimo e non ultimo sbarco nella città di Pitagora. I migranti sono di nazionalità marocchina, siriana, curda e tunisina. 59 migranti resteranno presso il C.D.A./C.A.R.A. di Isola di Capo Rizzuto; gli altri, ospitati presso il C.D.A./C.A.R.A., ma solo temporaneamente, saranno poi trasferiti – nei prossimi giorni – secondo un piano di riparto formalizzato dal Ministero dell’Interno, nel numero di 50 in Campania, Piemonte, Toscana e Veneto. 261 2Ogni sbarco ha una storia a se, ogni sbarco si differenzia da quello precedente e non solo per i numeri dei migranti soccorsi. osservando attentamente le operazioni di soccorso ci si accorge di quanta premura c’è nelle azioni che i volontari svolgono, la dolcezza dei loro sorrisi nel tendere la mano ai bambini, rassicurandoli nel momento in cui, anche se solo per un attimo vengono separati dai loro genitori. In questo viaggio a colpire è stato il sorriso rassicurante della dottoressa Erika Barbagallo, medico dell’Ordine di Malta giunta il giorno precedente in elicottero da Catania per partecipare all’operazione a bordo della Dattilo. Una volta a bordo le prime cure sanitarie ma soprattutto il contatto umano. Erika ha giocato e regalato sorrisi ma ha soprattutto rassicurato queste persone che credono di trovare da noi un mondo decisamente diverso da quello che hanno deciso di lasciarsi alle spalle.

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