Cronaca

Aemilia: il 23 marzo 2016 a giudizio 140 imputati

Il Gup Francesca Zavaglia ha disposto il rinvio a giudizio per oltre 140 imputati nel processo di ‘Ndrangheta ‘Aemilia’. Il dispositivo è stato letto nell’aula speciale, allestita in Fiera a Bologna. La prima udienza è fissata per il 23 marzo 2016 a Reggio Emilia.

Anche l’ex calciatore della Nazionale campione del mondo nel 2006 Vincenzo Iaquinta è tra i rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare di Aemilia, il processo di ‘Ndrangheta in corso a Bologna. L’ex attaccante della Juventus risponde della violazione di reati di armi, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso. Al padre Giuseppe, imprenditore, è contestata la partecipazione nell’associazione.

Il gup ha perciò mandato a processo 147 persone, rispetto ai 239 imputati complessivi: due sono stati i proscioglimenti, 71 i riti abbreviati e 19 i patteggiamenti, sui quali il gup si deve ancora esprimere dopo l’accordo raggiunto tra difese e pm.
Si è patteggiato anche sulla sussistenza dell’aggravante mafiosa: tutti i patteggiamenti sono compresi entro i due anni di pena di reclusione con sospensione condizionata. sia gli abbreviati sia i patteggiamenti sono fissati per l’11 gennaio e proseguiranno di fronte al gup sempre nell’aula bunker allestita a Bolognafiere.
Sono stati rinviati a giudizio gli imputati al carcere duro 41bis (solo il presunto boss Michele Bolognino non ha chiesto il rito abbreviato) e gli accusati di associazione mafiosa come da 416bis. Dei due imputati prosciolti, nessuno era sottoposto a misura cautelare: uno era imputato di reimpiego di capitali illeciti e uno di violazione della legge sulle armi.

«Riteniamo che questo primo importante step processuale possa essere inteso come una conferma del lavoro sin qui svolto». Così si esprime la procura di Bologna, per bocca del procuratore reggente Massimiliano Serpi, dopo il rinvio a giudizio. «Allo stato tutto depone affinché il processo si svolga nella sua sede naturale», aggiunge serpi con riferimento alla trattativa recente, con protagonisti ministero e regione, per poter celebrare il dibattimento nella stessa reggio, analogamente a quanto portato avanti per la sede di bolognafiere con riferimento all’udienza preliminare
Dopo l’udienza a porte chiuse di oggi, il provvedimento non è ancora disponibile. La prossima udienza di programma è prevista a Reggio Emilia, dove si sta allestendo un’aula attrezzata dopo la trattativa con ministero e regione, alle 9 del 23 marzo prossimo.
Anche l’ex calciatore della Nazionale campione del mondo nel 2006 Vincenzo Iaquinta è tra i rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare di Aemilia, ma la sua posizione è marginale. L’ex attaccante della Juventus risponde della violazione di reati di armi, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare l’associazione di tipo mafioso. Al padre Giuseppe, imprenditore cutrese da anni stabilitosi nel Reggiano, è contestata la partecipazione nell’associazione. Rinviati a giudizio anche Michele Bolognino e l’imprenditore di Montecchio Palmo Vertinelli.
La seconda fase del processo Aemilia si terrà quindi a Reggio – cioè nella sede naturale del procedimento nei confronti della cosca Grande Aracri – e partirà alla fine di marzo. La notizia era già “rimbalzata” dagli ambienti giudiziari bolognesi e non poteva essere diversamente.
La giurisprudenza è concorde nel dire che il decreto di rinvio a giudizio è nullo se non contiene il giorno, l’ora e il luogo del tribunale in cui affronterà il processo ordinario. Quindi, per evitare la nullità di una montagna di provvedimenti, il gup Zavaglia doveva già sapere al momento dell’emissione dei decreti dove si svolgerà il dibattimento.
La fissazione dell’udienza a Reggio fa partire una corsa contro il tempo per poter allestire la sede del processo a Reggio Emilia con tanto di aula bunker e sistemi di sicurezza consoni a un processo per mafia.

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