Cultura & Spettacolo

Crotone: 23-24 settembre “Jalò” festival letterario

Salpare dai mari del Sud per navigare nel contemporaneo: idealmente, è questo l’obiettivo di Jalò, piccola rassegna di incontri autoriali con scrittori italiani che si terrà a Crotone il 23 e 24 settembre. Curatore è lo scrittore venezianoFrancesco Maino (premio Calvino con il dirompente Cartongesso, Einaudi 2014, ha da poco pubblicato Ratatuja, Ronzani 2016) folgorato sulla via del Sud, in temporanea trasferta jonica per “Jalò – lettere nel mare del contemporaneo”, che vedrà ospiti Ester Viola a Nadia Terranova, Antonio Pascale e Pier Franco Brandimarte, Emmanuela Carbè, e Maurizio Torchio. Tra gli invitati, anche Angela Rastelli, brillante editor in forza al nuovo corso einaudiano.
Nelle giornate di venerdì 23 e sabato 24 settembre, in luoghi suggestivi del centro storico della città di Pitagora, prenderanno vita piccoli eventi di carattere letterario, dove gli scrittori si confronteranno tra loro e con il pubblico. L’idea è semplice: far vivere il centro storico di Crotone attraverso le parole degli autori che lo abiteranno per i due giorni di Jalò.
Il venerdì è pensato per dare risalto a giovani scrittori di case editrici sia “classiche” che indipendenti: protagonisti saranno Pier Franco Brandimarte (vincitore del Premio Calvino 2014 con L’Amalassunta, Giunti), Emmanuela Carbè (Mio Salmone domestico, Laterza; scrive su Doppiozero, Nazione Indiana, Nuovi Argomenti e minima&moralia) e Raffaele Riba (Un giorno per disfare, 66thand2nd; lavora per la Scuola Holden e scrive su l’Indice dei libri del mese eTtg Italia).
Il sabato è dedicato al mondo Einaudi. Crotone, grazie alla gloriosa storia dell’omonimo premio letterario, sente forte la voglia di tornare punto di riferimento culturale per il Sud, così il curatore Francesco Maino, anni di esperienza, oltre che nell’avvocatura, come “agitatore” culturale, ha chiamato a raccolta alcune tra le voci più significative del catalogo einaudiano contemporaneo. Nel tardo pomeriggio sarà protagonista Nadia Terranova, che presenterà il fortunato Gli anni al contrario insieme a Angela Rastelli e Francesco Maino, focalizzando poi la conversazione sul rapporto tra terra d’origine e scelte espressive. Maino dialogherà a inizio serata anche con lo scrittore Maurizio Torchio, autore diCattivi (Einaudi 2015), Piccoli animali (Einaudi 2009) e Tecnologie affettive (Sironi 2004).  Antonio Pascale, giornalista e scrittore napoletano (autore, tra gli altri, de La manutenzione degli affetti e del nuovo Le aggravanti sentimentali) dialogherà insieme a Ester Viola, a metà serata, nel suggestivo contesto degli antichi “lavatoi”, sotto i bastioni aragonesi. Ester Viola, giovane avvocatessa napoletana, ha fatto la sua prima apparizione sulla scena letteraria quest’estate, con L’amore è eterno finché non risponde , già andato più volte in ristampa, che a inizio settembre ha valso all’autrice il premio del Corriere della Sera “Scrivere l’istante”. Pascale farà doppietta e metterà in scena la sua stand-up comedy Che si dice sull’amore? a tarda sera.
Jalò vuole celebrare l’apertura e lo scambio, in una città dalla molteplice carica simbolica: la parola ha radici greche antiche – significa “mare” – ed è presente nel grecanico tutt’ora parlato nella Calabria meridionale. Il greco è vincolo e veicolo per una volontà di unione; Kroton è il fratello mitico dell’omerico Alcinoo, re feace dell’odierna Corfù, con cui Crotone sta iniziando un processo di avvicinamento in seno alla diplomazia culturale e la progettazione europea. Nella contemporaneità, il mare è il mezzo che trasporta i migranti nella città Pitagorica, rendendo il suo centro di accoglienza il più affollato d’Italia. Vite a rischio, morti tragiche, deboli speranze: Jalò, portando a Crotone la cultura viva dell’Italia letteraria più contemporanea, prova a creare una lente di rifrazione certo non risolutiva, ma utile alla creazione di un “traffico culturale” in città, nella speranza di aumentarne in senso positivo la fama. Gli eventi collaterali, consultabili nell’omonima pagina facebook dell’evento e nel sito del Festival dell’Aurora, rispondono alla stessa impostazione site-specific: contribuire a nobilitare zone del centro storico attraverso la collocazione di eventi culturali in luoghi decadenti o dismessi, dotati tanto della bellezza della storia quanto delle problematiche del disuso. “Vedere per la prima volta Crotone pochi mesi -ricorda Mainoha generato in me la sensazione di una vertigine al centro del tempo, un’idea di sospensione tra antichità aurea e contemporaneità contraddittoria. Mi è stata data l’occasione di fare qualcosa e mi è sembrato necessario, oltre che bello, farlo”.